
Acufene e ansia: come spezzare il circolo
Sei a letto, hai spento la luce, e il fischio nell'orecchio sembra più forte di dieci minuti fa.

Sei a letto, hai spento la luce, e il fischio nell'orecchio sembra più forte di dieci minuti fa. Nella stanza non è cambiato niente: sei tu che hai smesso di fare altro, e adesso quello è l'unica cosa che ascolti. Nella maggior parte dei casi non sta peggiorando davvero, è solo che la tua attenzione ci si è piantata sopra, e più ci pensi più lo senti forte. È un meccanismo su cui puoi lavorare, e qui trovi come.
Perché succede
Il fischio pesa quanto il cervello decide di farlo pesare, non solo quanto è forte in sé. Se ci presti attenzione in modo continuo, come per controllare che sia ancora lì, il cervello lo tiene in primo piano. Insieme all'attenzione arrivano spesso pensieri tipo "andrà sempre peggio" o "non riuscirò a sopportarlo". Il corpo si mette in allerta, il battito sale, la tensione pure, e quello stato di allerta rende il fischio ancora più difficile da ignorare. Il cerchio si chiude da solo: più ansia, più fischio percepito, più ansia.
Lo stress può peggiorare l'acufene, questo è abbastanza chiaro. Le mosse qui sotto non promettono di farlo sparire: lavorano sull'attenzione, che è la parte su cui hai davvero margine di manovra.
Tre cose da fare
1. Quando ti accorgi che stai "controllando" se è ancora lì, fermati e torna a quello che stavi facendo: finire una frase, mettere a posto un piatto, guardare fuori dalla finestra. Se il tuo acufene è già stato valutato ed è stabile, non ti serve ricontrollarlo in continuazione per stare tranquillo: è proprio quel controllo a tenerlo acceso. Se invece senti che qualcosa è cambiato davvero, parlane con chi ti segue, con calma, invece di continuare a monitorarti da solo.
2. Se in un momento di tensione senti il petto stretto, siediti e rallenta il respiro invece di approfondirlo: non serve riempire di più i polmoni, anzi. Un respiro lento, quasi pigro, aiuta più di un respiro profondo forzato. Fatto male, il respiro profondo può dare gli stessi formicolii e capogiri che vorresti evitare. Rallentare, non "respirare a fondo": è questo il punto.
3. Quando arriva un pensiero tipo "resterà sempre così" o "non ce la farò", scrivilo in poche parole e, accanto, scriviti una domanda: è successo davvero, le altre volte che ho pensato la stessa cosa? Fatto con una certa costanza, aiuta a sgonfiare quel tipo di pensiero prima che prenda il sopravvento.
Cosa evitare
Non affidarti al respiro "profondo" per calmarti in un momento di ansia acuta: sembra la mossa giusta, ma spesso peggiora formicolii e capogiro invece di calmarli. E non aspettarti che lavorare sull'ansia con uno psicologo abbassi il volume del fischio: quello che cambia, quando funziona, è quanto ti pesa addosso, non quanto è forte. Sono due cose diverse, e va bene che lo siano: pesare meno è già molto.
Quando vale la pena parlarne con un medico
Se insieme al fischio ti porti dietro una tristezza che non passa, un'ansia che non molla, o pensieri che continuano a girare, parlane con chi ti segue per l'acufene: chi si occupa di questi disturbi dovrebbe comunque tenere d'occhio anche l'effetto sulla salute mentale, in qualsiasi fase tu sia. Vale lo stesso se hai già avuto un disturbo d'ansia in passato, o hai vissuto di recente qualcosa di pesante: meglio parlarne prima che aspettare che le cose peggiorino da sole. Se l'ansia arriva a impedirti di fare le cose di ogni giorno, o senti che queste mosse non bastano più, chiedere aiuto a un professionista è un passo giusto, non un'ammissione di debolezza. E se in qualche momento i pensieri diventano così pesanti da farti desiderare di non esserci più, non aspettare: parlane subito con un medico o rivolgiti a un pronto soccorso, è importante farlo appena succede.
Un dolore al petto, invece, va sempre controllato da un medico, anche quando pensi che sia "solo ansia". E se il fischio è arrivato all'improvviso, riguarda un solo orecchio, batte a ritmo o è comparso insieme a un calo dell'udito, vertigini o dolore, conviene sentire un otorinolaringoiatra senza aspettare troppo.
Se in certi momenti il fischio ti sembra più forte, ricordati questo: quasi sempre non sta peggiorando, sei tu che hai smesso di fare altro. Rimettiti in movimento, lascia che l'attenzione si sposti da un'altra parte, e il fischio torna sullo sfondo dove stava prima.

