GuideTempo lettura: 4 min.

Cosa fare se l'acufene peggiora quando ti sdrai

Ti metti a letto, spegni la luce, e il fischio che di giorno passava quasi inosservato adesso sembra riempire la stanza.

Un letto rifatto in una camera luminosa, con le tende aperte.

Ti metti a letto, spegni la luce, e il fischio che di giorno passava quasi inosservato adesso sembra riempire la stanza. Non è un'impressione: per molte persone l'acufene cambia davvero quando ci si sdraia, e c'è più di una ragione per cui succede. Buona notizia: nella maggior parte dei casi si tratta di qualcosa di gestibile, non del segnale di un problema serio.

Perché succede

Ci sono un paio di meccanismi noti che spiegano perché sdraiarsi può far percepire l'acufene più forte.

Quando sei sdraiato la pressione dentro la testa sale leggermente rispetto a quando sei seduto o in piedi. È un cambiamento normale, che il corpo gestisce senza problemi, ma può influenzare quanto si sente il rumore nell'orecchio, soprattutto se il tuo acufene è di tipo pulsante, cioè segue il battito del cuore.

C'è poi la posizione di collo e testa. Il collo e l'orecchio interno sono collegati nel modo in cui il cervello elabora i suoni: muovere la testa, tenerla girata, appoggiarla in un certo modo sul cuscino può cambiare l'intensità del fischio, anche quando non c'entra niente di vascolare. È un meccanismo diverso, più legato ai muscoli e alle articolazioni che al sangue.

Infine c'è la spiegazione che sentirai citare più spesso, quella del silenzio: di giorno i rumori di fondo coprono l'acufene, di notte il silenzio lo lascia emergere. È l'idea più intuitiva e probabilmente gioca un ruolo, anche se in realtà non è mai stata dimostrata in modo rigoroso. Quello che è più certo è che chi soffre di acufene spesso dorme peggio in generale, e la stanchezza e il pensiero fisso sul sintomo possono far sembrare tutto più intenso proprio nel momento in cui si cerca di addormentarsi.

Cosa fare se peggiora la sera o di notte

Ecco qualche cosa concreta da provare, una alla volta, per capire cosa funziona per te.

  1. Aggiungi un rumore di fondo. Un ventilatore, un umidificatore, un'app di suoni rilassanti o anche solo la radio bassa possono bastare a coprire il fischio quanto serve per addormentarsi. Non deve essere forte: l'obiettivo è distrarre l'orecchio, non sovrastarlo.
  2. Cambia l'inclinazione del cuscino. Alzare leggermente la testa rispetto al resto del corpo, con un cuscino in più o uno a cuneo, aiuta alcune persone perché riduce quel piccolo aumento di pressione che si ha da sdraiati.
  3. Controlla la posizione del collo. Se dormi con il collo piegato o girato in modo scomodo, prova un cuscino che lo tenga più allineato. Durante il giorno, qualche stiramento dolce di collo e mandibola può aiutare a capire se il tuo acufene si muove insieme ai muscoli.
  4. Riduci quello che tiene sveglio il sistema nervoso la sera. Caffeina nel pomeriggio, alcol prima di dormire e schermi luminosi a letto non causano l'acufene, ma possono renderlo più fastidioso da percepire, semplicemente perché rendono il sonno più leggero e la mente più attiva.
  5. Costruisci un piccolo rituale prima di dormire. Qualche minuto di respirazione lenta, una lettura tranquilla, la stessa routine ogni sera: non fa sparire il rumore, ma abbassa la tensione con cui lo ascolti, e spesso è proprio la tensione a farlo sembrare peggiore.
  6. Dai tempo al metodo che scegli. Se provi il rumore di fondo o il cuscino diverso, tienilo per qualche notte prima di giudicare se funziona: la prima notte raramente basta.

Quando ha senso sentire uno specialista

Nella grande maggioranza dei casi l'acufene notturno si gestisce con questi accorgimenti, senza bisogno di correre da nessuno. Ci sono però un paio di situazioni in cui vale la pena parlarne con un otorinolaringoiatra, con calma ma senza rimandare troppo: se il suono che senti è pulsante, cioè va a tempo con il battito del cuore, merita comunque un controllo, indipendentemente da quanto peggiora la notte. E se insieme all'acufene noti mal di testa persistente, disturbi della vista, un calo improvviso dell'udito nel giro di pochi giorni, oppure se il ronzio è talmente forte che anche chi ti sta vicino riesce a sentirlo, allora è il momento di fissare una visita.

Fuori da questi casi, quello che stai vivendo è molto probabilmente una variazione normale di un sintomo già noto, non un peggioramento della condizione di fondo. Con qualche piccolo aggiustamento alla routine della sera, per la maggior parte delle persone la situazione migliora, e le notti tornano gestibili.

Domande frequenti

Perché l'acufene peggiora quando mi sdraio?

Da sdraiati la pressione dentro la testa sale leggermente, e questo può far sentire di più l'acufene, soprattutto quello pulsante. Conta anche la posizione di collo e testa sul cuscino, che può cambiare l'intensità del fischio. Di notte, poi, il silenzio e la stanchezza rendono il suono più facile da notare.

Cosa fare se l'acufene disturba il sonno?

Aiuta tenere un rumore di fondo leggero, come un ventilatore, un'app di suoni rilassanti o la radio bassa. Si può alzare un po' la testa con un cuscino in più, tenere il collo allineato, ridurre caffeina, alcol e schermi la sera e seguire una piccola routine rilassante prima di dormire, provando ogni accorgimento per qualche notte.

Alzare il cuscino aiuta con l'acufene notturno?

Per alcune persone sì. Tenere la testa leggermente più alta rispetto al corpo, con un cuscino in più o uno a cuneo, riduce il piccolo aumento di pressione che si ha da sdraiati. Anche un cuscino che mantiene il collo allineato può aiutare, se il fischio cambia con la posizione della testa.

È vero che l'acufene si sente di più di notte per colpa del silenzio?

È la spiegazione più intuitiva: di giorno i rumori coprono il fischio, di notte il silenzio lo fa emergere. Probabilmente gioca un ruolo, ma non è mai stata dimostrata in modo rigoroso. Più certo è che chi ha l'acufene spesso dorme peggio, e stanchezza e attenzione al sintomo lo fanno sembrare più intenso.

Quando l'acufene che peggiora da sdraiati va controllato da un medico?

Vale la pena sentire un otorinolaringoiatra se il suono è pulsante, cioè va a tempo con il battito del cuore, o se insieme all'acufene ci sono mal di testa persistente, disturbi della vista, un calo improvviso dell'udito o un ronzio così forte che lo sente anche chi ti sta vicino. Negli altri casi è di solito una variazione normale.

Fonti

  1. Tunkel DE, Bauer CA, Sun GH, et al. Clinical Practice Guideline: Tinnitus. Otolaryngology–Head and Neck Surgery (AAO-HNSF), 2014.
  2. NICE. Tinnitus: assessment and management. NICE guideline NG155, 2020.
  3. Bancroft MJ, Moncur EM, Peters AL, et al. Intracranial pressure and pulsatility in different head and body positions. Brain Communications, 2025.
  4. Ralli M, Greco A, Turchetta R, et al. Somatosensory tinnitus: current evidence and future perspectives. Journal of International Medical Research, 2017.
  5. Milinski L, Nodal FR, Vyazovskiy VV, Bajo VM. Tinnitus: at a crossroad between phantom perception and sleep. Brain Communications, 2022.
  6. Pacheco-López S, Martínez-Barbero JP, Busquier-Hernández H, et al. Pulsatile Tinnitus: A Comprehensive Clinical Approach to Diagnosis and Management. Journal of Clinical Medicine, 2025.
  7. Hofmann E, Behr R, Neumann-Haefelin T, Schwager K. Pulsatile Tinnitus: Imaging and Differential Diagnosis. Deutsches Ärzteblatt International, 2013.
  8. Hwa TP, Espahbodi M, Roehm P (AAO-HNS Skull Base Surgery Committee). Evaluation and Management of Pulsatile Tinnitus. AAO-HNS Bulletin, 2024.

↑ Torna all'inizio