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Esercizi per l'acufene: una guida pratica

Ti sarà capitato di leggere che esistono "esercizi per l'acufene": movimenti del collo, della mascella, qualche stiramento.

Una donna esegue lenti esercizi di mobilità del collo in casa.

Ti sarà capitato di leggere che esistono "esercizi per l'acufene": movimenti del collo, della mascella, qualche stiramento. Vale la pena essere chiari fin da subito su cosa significa davvero, perché non è una ginnastica che va bene per qualunque fischio nelle orecchie: aiuta un gruppo preciso di persone, quelle in cui l'acufene è collegato al collo o alla mascella.

Come capire se fa per te

Il primo passo è capire se rientri in questo gruppo. Il segnale principale è la modulabilità: il fischio cambia intensità o tono quando muovi il collo, stringi i denti, o premi su certi punti dei muscoli del collo e delle spalle. Spesso, in chi ha questo tipo di acufene, c'è anche dolore al collo, una certa rigidità nel girarlo, o muscoli della nuca dolenti al tatto.

Se il tuo acufene resta identico qualunque cosa tu faccia con collo e mascella, probabilmente questa strada non è quella giusta per te, ed è meglio saperlo subito piuttosto che provare qualcosa che non parte dal problema reale.

Perché si prova a lavorare sul collo e sulla mascella

L'idea di fondo è che i segnali che arrivano dall'orecchio e quelli che arrivano dal collo e dalla mascella si incrocino in un punto del cervello, e che un problema in una zona possa disturbare anche l'altra. È una spiegazione plausibile, non una certezza dimostrata: nasce soprattutto da studi su animali e da un ragionamento teorico, più che da una prova diretta nell'uomo. Vale la pena saperlo, perché aiuta a tenere le aspettative realistiche.

Cosa dicono gli studi fatti finora

Alcuni piccoli studi hanno provato programmi di fisioterapia su persone con questo tipo di acufene, e i risultati sono incoraggianti senza essere definitivi. In uno di questi, un programma di alcune settimane con mobilizzazioni del collo ed esercizi ha portato un miglioramento evidente in poco più della metà delle persone, anche se non tutte lo hanno mantenuto nel tempo. In un altro, centrato sulla mascella, chi iniziava il programma subito è migliorato più di chi doveva aspettare, con un effetto anche sulla qualità della vita quotidiana.

Il punto onesto da dire è questo: nessuno di questi studi ha mai testato l'esercizio da solo. Ogni volta faceva parte di un programma più ampio, insieme a terapia manuale, consigli sulle abitudini della mascella, massaggi, tecniche di rilassamento e, in alcuni casi, un apparecchio da portare di notte. Per questo qui non trovi un elenco di movimenti precisi da fare a casa da solo: non perché gli esercizi non esistano, ma perché quello che è stato studiato è sempre un percorso seguito insieme a un professionista, non una sequenza fai-da-te presa da un articolo.

Come iniziare, passo dopo passo

  1. Parlane con chi si occupa della tua salute. Un medico o un fisioterapista che conosce questo tipo di acufene può confermare se il tuo caso rientra nel quadro giusto, guardando l'insieme e non solo il fatto che il fischio cambia muovendo il collo.
  2. Aspettati un percorso, non un esercizio isolato. Chi lavora su questi casi di solito unisce mobilizzazioni dolci del collo, lavoro sulla mascella, qualche indicazione posturale e tecniche per rilassare i muscoli. È l'insieme a fare la differenza, non un singolo movimento ripetuto ossessivamente.
  3. Dai tempo al percorso di funzionare. Nei programmi studiati, i miglioramenti sono comparsi dopo diverse settimane di sedute regolari, non dopo un paio di sessioni.
  4. Tieni d'occhio cosa cambia, non solo se il fischio sparisce del tutto. Un acufene meno fastidioso, meno presente nei pensieri, o un collo che si muove meglio, sono già segnali che la strada è quella giusta. La scomparsa completa resta rara, e conviene saperlo prima di partire, per non restarci male a metà percorso.

Quando vale la pena sentire un medico prima di tutto il resto

Se il tuo acufene è comparso all'improvviso, se senti che ci senti peggio da un solo lato, se il fischio batte a ritmo con il cuore, o se insieme a tutto questo arrivano vertigini forti, una parte del viso che fatica a muoversi come prima, o un calo dell'udito nel giro di pochi giorni, la cosa giusta è sentire un otorino prima di pensare a qualunque esercizio. Non è per metterti ansia: è solo che in questi casi conviene farsi vedere presto, e anche lì, nella maggior parte delle volte, si trova una spiegazione gestibile.

Per chiudere

Se il tuo acufene cambia quando muovi il collo o stringi la mascella, lavorare su quella zona insieme a un professionista ha senso, ed è sostenuto da qualche studio, anche se ancora piccolo. Non aspettarti un interruttore che si spegne di colpo: aspettati piuttosto un miglioramento graduale, che nella maggior parte delle persone rende la situazione più gestibile.

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